NAZIONE TEMPLARE

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CENNI STORICO-GIURIDICI

 

Nel 1118, per volere dell’abate cistercense di Clairvaux, Bernardo di Fontaine-lès-Dijon, il popolo templare si formò sotto forma di un ordine laico-monastico e fu chiamato Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis.

Da questa costituzione nacque il popolo templare.

L’appello del Papa durante questa prima parte del Medioevo fu così clamoroso che la costituzione del popolo templare fu immediata.

I membri storicamente più noti del popolo templare erano i famosi Cavalieri Templari, ma numerosi erano i servitori dell’Ordine.

Infatti, oltre ai membri dell’Ordine, il popolo templare era composto anche da tutte le persone che ruotavano intorno all’Ordine: scudieri, camerieri, cuochi, insegnanti, maniscalchi, artigiani, ecc.

Inoltre, tutti i familiari delle persone sopra indicate contribuivano anch’essi a costituire il popolo dei Templari.

A titolo indicativo, il popolo templare intorno al 1200 aveva circa 22.000 Cavalieri d’armi, in Europa (dati storici conservati nella Biblioteca nazionale di Francia di Parigi).

All’epoca era normale che ci fossero da sette a trenta persone (uomini, donne e bambini) che seguivano un cavaliere d’armi, quindi possiamo stimare il popolo templare composto da almeno 150.000 persone.

Per fare un confronto, nello stesso periodo la città di Nizza, in Francia, contava circa 3.000 abitanti.

I Templari (cavalieri in armi, famiglie, servi, ecc.), continuarono la loro esistenza fino agli inizi del 1300, per essere precisi fino al 1307, anno in cui iniziò un vero e proprio tentativo di sterminio da parte del Regno di Francia (Re Filippo IV) e dello Stato della Chiesa cattolica (Papa Clemente V).

Nonostante il genocidio perpetrato (oltre 100.000 persone furono uccise, con una popolazione che a quel tempo aveva 170.000 persone), i Templari continuarono la loro esistenza.

Inizialmente, i Templari seguivano l’Ordine nei suoi movimenti, ma nel corso dei secoli, furono creati luoghi di residenza permanente nelle varie città chiamate Priorie, Grange, Commanderie.

Nonostante le varie vicissitudini storiche, i Templari sono arrivati fino ad oggi, riuniti in una nazione, pur essendo dispersi in diversi stati e con diverse cittadinanze.

Nel 2015 i membri dell’Ordine dei Templari (circa 1500 persone), i membri di altre organizzazioni che hanno raccolto una parte del popolo Templare e altri membri del popolo templare non organizzato, hanno chiesto al Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. – Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis di riunire i Templari in una vera nazione e nominare un Consiglio di Reggenza per organizzare la nazione.

Dopo tre anni di studi, valutazioni e consultazioni (sono stati consultati molti esperti di diritto internazionale), nel 2018 il Consiglio Reggenza ha eletto un Presidente e ha emanato una Carta Costituzionale creando, attraverso il principio di autodeterminazione dei popoli, la Nazione Templare.

Attualmente, la Nazione Templare (che ha finalmente raggiunto la sua dimensione politica definitiva) è governata da un Consiglio Reggenza, che ha assunto la piena autonomia dopo la sua istituzione.

Il Consiglio Reggenza ha eletto un Presidente, che ha nominato il Vice Presidente e i vari Ministri.

Il Consiglio Reggenza ha anche emanato una Carta Costituzionale, che rappresenta la base costituzionale della Nazione Templare.

La Nazione Templare oggi è formata dal popolo templare, cioè da coloro che sono legati da principi ideologici e da una cultura comuni, da una discendenza plurisecolare e, non ultimo, da una comune religiosità (i Templari sono definiti come cristiano-yeoshuiti, perché fedele alla parola di Gesù Cristo).

Da un punto di vista giuridico, secondo il diritto internazionale, il soggetto titolare del diritto all’autodeterminazione è il popolo come soggetto distinto dallo stato.

Il principio di autodeterminazione di un popolo costituisce una norma di diritto internazionale generale, cioè una norma che produce effetti giuridici (diritti e doveri) per l’intera Comunità di Stati.

Inoltre, questo principio rappresenta anche una norma dello ius cogens, cioè un diritto imperativo: significa che è un principio supremo e inalienabile del diritto internazionale, per il quale non può essere derogato da una convenzione internazionale.

Pertanto, un popolo ha il diritto all’autodeterminazione e sceglie il proprio regime politico, indipendentemente dal fatto che sia stato soggetto a dominio straniero.

Una comunità di individui (un popolo) che condividono alcune caratteristiche comuni come lingua, storia, tradizioni, cultura, etnia e infine un governo, costituisce una nazione, dal latino “natio”, in italiano “nascita”, (Federico Chabod, L’idea di Nazione, Laterza, Bari 1961).

Secondo Johann Gottfried Herder nella vita di una nazione, l’unità della cultura e del linguaggio viene prima dell’unità politica, dallo Stato e dalla costituzione (Kulturnation).

La nazione basa quindi la sua coesione su lingua, cultura e tradizione, non sulla rigidità astratta di un obbligo politico.

Ernest Renan definisce la nazione come l’anima e il principio spirituale di un popolo, che gode di una ricca eredità di ricordi e consenso corrente.

Alcuni autori, come Jürgen Habermas, considerano il concetto di nazione come un contratto sociale libero tra i popoli o tra persone che costituiscono un popolo, che si riconoscono in una Costituzione comune, grazie al concetto di “gruppo di appartenenza”.

Ne consegue che la nazione esiste finché trova il suo posto nelle menti e nei cuori dei suoi elettori.

Pertanto, una nazione è una comunità di individui (un popolo), consapevole di essere vincolata da una tradizione storica, linguistica, culturale e religiosa comune.

Nel caso dei Templari, questo riguarda specificamente una “nazione senza stato”, perché le persone appartengono a Stati diversi.

La Nazione Templare aderisce alla “Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali” del 1966 (entrata in vigore nel 1976), alla “Dichiarazione universale dei diritti dei popoli”, chiamata anche “Carta di Algeri”, del 1976 e alla “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” delle Nazioni Unite (ONU) del 10 dicembre 1948.

Dato che l’attuale popolazione templare è piuttosto piccola e che nel corso dei secoli è stata oggetto di reali tentativi di sterminio da parte di diversi Stati, oltre che di “damnatio memoriae”, è giusto definire il popolo dei Templari come una “minoranza sovranazionale” da proteggere.

Possono aderire alla Nazione Templare e ottenere la Nazionalità tutti coloro che, per motivi storici, culturali, ideologici o religiosi, si riconoscono negli ideali del popolo templare.

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