NAZIONE TEMPLARE

10/06/2021: L’Ambasciatore della Nazione Templare in Armenia Vardan Balayan, « ho visto morte e devastazione ovunque »

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10/06/2021: L’Ambasciatore della Nazione Templare in Armenia Vardan Balayan, « ho visto morte e devastazione ovunque »

Una lettera molto toccante e personale, quella inviata da S.E. Vardan Balayan, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Nazione Templare in Armenia.
Una lettera nella quale traspare tutto l’orrore della guerra scoppiata in piena pandemia, nonostante le raccomandazioni della comunità internazionale di sospendere ogni attività bellica.
« In Armenia c’è stata una guerra con l’Azerbaijan. Durante questi eventi, sono stati uccisi più di 6mila armeni cristiani, più di 10mila persone sono state mutilate, Chiese, città, villaggi e case cristiane sono stati devastati o rasi al suolo – scrive l’Ambasciatore -. Come persona che è nata in un paese cristiano ed educato in una famiglia cristiana ho vissuto in modo drammatico questa enorme tragedia; la nostra terra cristiana è stata occupata dai musulmani azeri. Hanno subito iniziato la distruzione e la demolizione delle nostre chiese e l’eradicazione della nostra fede sul territorio che prima era nostro. Le nostre terre, le nostre chiese cristiane, i nostri cimiteri sono stati vandalizzati. La nostra cultura, i nostri valori spirituali sono stati distrutti. Personalmente ho preso parte ad operazioni militari; ho portato in salvo feriti, anziani e bambini dalla zona di guerra e ho raccolto i corpi dei soldati morti. Purtroppo ho subito molte perdite anche a livello personale. Il territorio occupato dagli azeri, il Karabakh, è la terra dei miei diretti antenati, è il luogo di nascita della mia famiglia e da lì parte la mia stirpe. Il mio bisnonno mi raccontava come suo padre, un prete, era stato bruciato insieme a molti cittadini a Shusha, nel 1920, durante il massacro della popolazione armena da parte dei soldati turchi; non avrei mai immaginato che esattamente 100 anni dopo, nel 2020, la stessa barbarie si sarebbe verificata davanti ai miei occhi. Nonostante l’impegno profuso, non potrò mai restituire le Chiese rase al suolo, restituire la cultura distrutta, restituire le persone che sono morte ai loro cari, solo perché cristiane e armene. Porterò questo pesante fardello sulle mie spalle per sempre, ma con la Nazione Templare spero di poter costruire un mondo migliore » – conclude l’Ambasciatore Balayan.
Nei mesi di ottobre e novembre del 2020 l’ Azerbaijan, con un dispiego di uomini e mezzi senza precedenti, aiutati logisticamente dalla Turchia e da mercenari jihadisti, hanno attaccato la minuscola repubblica dell’Artsakh – 150.000 abitanti -, abitata quasi esclusivamente da Armeni.
Nel corso della guerra gli azeri hanno commesso crimini orribili sia contro i soldati armeni che contro la popolazione civile.
Dopo sei settimane di conflitto, utilizzando anche cluster bombs (bombe a grappolo) e bombe al fosforo sui centri abitati, hanno strappato una tregua all’Armenia.
Poi, nei territori occupati, hanno cominciato a distruggere tutto ciò che aveva qualche attinenza con l’identità armena, cercando di annientare ogni forma di civiltà e di cultura armeno-cristiana.
Oggi, nonostante la pace “imposta” all’Armenia, non accenna a sbloccarsi la situazione lungo il confine tra i due Paesi in particolare all’altezza della regione di Gegharkunik.
A partire dal 12 maggio centinaia di soldati azeri sono entrati nel territorio della repubblica di Armenia, hanno cacciato residenti locali, hanno catturato dei soldati armeni e cacciato altri.
Si stima che in territorio armeno ci sia circa un migliaio di soldati azeri, un’invasione silenziosa che la comunità internazionale sta fingendo di non vedere.

 

 

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