NAZIONE TEMPLARE

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18 marzo 1314: il ricordo del Presidente Bonsi per non dimenticare il genocidio dei Templari

NAZIONE TEMPLARE

18 marzo 1314: il ricordo del Presidente Bonsi per non dimenticare il genocidio dei Templari

18 marzo 1314: Jacques de Molay, Maestro Generale dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, i famosi Templari, e Goeffrey de Charney, Precettore di Normandia, furono arsi vivi sul rogo a Parigi, sull’isola della Senna detta dei giudei, nei pressi della Chiesa di Notre Dame.

Con questo gesto, il genocidio dei Templari raggiunse il suo culmine.

Artefici del genocidio dei Templari furono due Stati, governati da due sovrani scellerati: Filippo il Bello, re di Francia, e Clemente V, Pontefice di Santa Romana Chiesa.

Le motivazioni di questo genocidio furono molte: sicuramente economiche, ma anche politiche e ideologiche.

Il genocidio dei Templari portò al massacro di decine di migliaia di monaci guerrieri e delle persone a loro vicine.

I due sovrani tentarono (senza successo, fortunatamente) di creare una vera e propria “damnatio memoriae” dei Templari e, infatti, la storiografia tradizionale, seguendo le direttive dei due “potenti”, ha cercato di dimenticare i Templari, scrivendo, semplicemente, che l’Ordine è stato “soppresso”.

In realtà i Cavalieri Templari hanno proseguito la loro esistenza, ma soprattutto, ha proseguito la propria esistenza il popolo templare, che non poteva certo essere eliminato con una semplice bolla papale.

Oggi, la Nazione Templare riunisce tutti coloro che, per motivi storici, ideologici, culturali o religiosi, si ricollegano ai Templari.

Abbiamo parlato di “genocidio templare”, perché di genocidio si è trattato.

La creazione del termine “genocidio” è relativamente recente, essendo legata alla persecuzione degli Ebrei da parte della Germania nazista nel corso della seconda guerra mondiale.

Fu il giurista ebreo polacco Raphael Lemkin a coniare la parola in uno studio pubblicato nel 1944.

Se Lemkin fu il primo a impiegare questo nuovo termine è però nel 1948, con la Convenzione sul genocidio redatta dalle Nazioni Unite, che il termine “genocidio” raggiunge la sua definizione ufficiale.

All’Articolo II della Convenzione leggiamo:

“Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
a) uccisione di membri del gruppo;
b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
d) adozione di misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo a un altro”.

I Templari erano un gruppo laico-religioso autonomo, basato su una propria identità culturale e religiosa e, pertanto, il tentativo del loro sterminio fu un vero e proprio genocidio.

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