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29/02/2020: Dal Dipartimento della Salute della Nazione Templare, panoramica sul COVID-19

Nozioni generali ed epidemiologia:

Il COVID-19 è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus.

Si ritiene che il virus responsabile sia di origine zoonotica (cioè trasmessa, direttamente o indirettamente, dall’animale all’uomo), ma al febbraio 2020 la modalità di trasmissione predominante risulta da uomo a uomo, generalmente attraverso particelle di acqua e muco infette (goccioline di Flügge) che le persone liberano starnutendo o tossendo e che poi vengono inspirate da un altro individuo.

Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa 11 milioni di abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una “polmonite di causa sconosciuta”.

In seguito ad alcune indagini si scoprì che questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato all’ingrosso nel quale si vendevano pesce, polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi di conigli oltre ad altri animali selvatici.

Fin da subito venne ipotizzato che si trattasse di un nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale (una zoonosi).

Il ceppo responsabile dell’epidemia fu stato identificato nei primi giorni di gennaio 2020 e designato come SARS-CoV-2 (detto anche Nuovo Coronavirus di Wuhan), mentre il suo genoma fu pubblicato il 10 gennaio.

A febbraio 2020 il tasso di mortalità e di morbilità dovuti alla malattia non sono ancora ben chiari, anche se l’OMS ha suggerito che questo valore potesse essere di circa il 2%.

A livello epidemiologico, il SARS-CoV-2 è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata.

Il contagio può pertanto avvenire attraverso tosse, starnuti, contatti diretti personali.

Un’altra via di contagio sono le mani, ossia toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Sintomatologia:

I pazienti accusano sintomi simili all’influenza: febbre, senso di affaticamento, tosse secca e, talvolta, mancanza di respiro accompagnata da difficoltà respiratoria e naso che cola.

Nei casi più gravi, spesso riscontrati in soggetti già gravati da precedenti patologie, si sviluppa polmonite, insufficienza renale acuta, fino ad arrivare anche al decesso.

Nella maggioranza dei casi, al momento del ricovero in ospedale, i segni vitali appaiono generalmente stabili, mentre gli esami del sangue mostrano comunemente un basso numero di globuli bianchi (leucopenia e linfopenia).

Generalmente i sintomi sono lievi e a inizio lento.

Diagnosi:

Il 15 gennaio 2020, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità – OMS ha pubblicato un protocollo riguardante il test diagnostico per SARS-CoV-2, sviluppato da una squadra di virologi dell’Ospedale universitario della Charité di Berlino (Germania).

Successivamente, l’OMS ha pubblicato diversi ulteriori protocolli diagnostici.

La prassi diagnostica attuale prevede un primo test effettuato su un tampone faringeo.

Il test utilizza la reazione a catena della polimerasi inversa in tempo reale (rRT-PCR).

La tecnica della reazione a catena della polimerasi inversa è una variante della tecnica della reazione a catena della polimerasi (PCR).

Questa tecnica consiste nella sintesi di una molecola di DNA a doppio filamento a partire da uno stampo di RNA.

Una volta prelevato un campione di materiale genetico, il tampone viene immerso in un gel e mandato nei laboratori di analisi, che hanno il compito di verificare la positività o meno al virus.

Una volta arrivato al laboratorio, i tecnici analizzano il campione, per determinare l’eventuale presenza batterica e porzioni di codice generico del coronavirus.

L’esito del test può richiedere, in condizioni standard, dalle 4 alle 6 ore.

Se il tampone faringeo risulta positivo al COVID-19 viene fatta un’ulteriore verifica, come previsto dal protocollo, per confermare in modo definitivo il contagio.

Prognosi:

Il periodo s’incubazione del virus è di circa 14 giorni.

Come abbiamo già detto, il tasso di mortalità si aggira, attualmente, intorno al 2%.

Il virus colpisce soggetti di ogni età, sia maschi che femmine.

Molte persone o guariscono spontaneamente o grazie alle terapie di supporto.

Trattamento:

Attualmente non esiste alcun trattamento ufficiale contro la malattia COVID-19.

La terapia di supporto può essere molto efficace, così come alcuni antivirali analoghi a quelli utilizzati per il virus Ebola (Remdesivir) e l’HIV (Lopinavir e Ritonavir in combinazione, Darunavir) sono risultati efficaci in associazione a ossigenoterapia.

Anche la clorochina, utilizzata per la malaria, è in fase di studio.

I vari centri di ricerca nel mondo stanno lavorando alacremente per trovare un vaccino efficace per il virus.

Prevenzione:

A scopo preventivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di:

– lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare eventuali contaminazioni con il virus.

– mantenersi a una certa distanza (almeno un metro) dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata.

– evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non ancora lavate o quando si è in zone dove sono presenti persone (ad esempio aereo, treno, locali di ritrovo, ecc.)..

– Non bere dalla stessa bottiglietta o bicchiere di altri.

– Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto (preferibilmente monouso) o con il braccio (a gomito flesso), ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.

– Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.

– Evitare di sostare il più possibile in aree dove vi sono assembramenti di persone in luoghi chiusi (ad esempio aerei, treni, metropolitane, corriere, locali di svago, ecc.).

– Utilizzare mascherine protettive di tipo Ffp2 e Ffp3, che hanno un’efficacia filtrante del 92% e del 98%.

Le mascherine hanno una duplice funzione: proteggono dal rischio di contagio e vanno indossate se si ha tosse o raffreddore per proteggere gli altri.

Le mascherine, però, non assicurano la totale protezione in quanto bisogna stare attenti agli occhi (altra via di contagio) e alle mani, che devono essere lavate con frequenza e con cura.

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