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17/10/2019: Attacco della Turchia ai Curdi siriani, parla il Presidente Bonsi: “La situazione può diventare tragica perché ora la NATO è ad un bivio”

Il Presidente Bonsi fa il punto sull’attacco della Turchia ai Curdi siriani:

“L’assalto di Erdogan ai Curdi siriani potrebbe avere ripercussioni su tutto lo scacchiere internazionale.

Ho già evidenziato l’imbarazzo di Stati Uniti, Russia e UE in questa vicenda, ma esiste un problema ancora più grande, che potrebbe sfociare in una situazione tragica e paradossale allo stesso tempo.

La Turchia fa parte della NATO sin dal lontano 1952.

Qualora la Siria dovesse intervenire militarmente contro la Turchia – che ricordiamo non ha attaccato la Siria, ma i Curdi siriani, considerati da Erdogan dei terroristi -, scatterebbe automaticamente il casus foederis previsto all’art. 5 del Trattato del Nord Atlantico, identificato con la sigla NATO, istituito il 4 aprile 1949.

Nell’articolo 5 si legge: Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale.

Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza.

Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Quindi, gli Stati che oggi condannano con fermezza l’assalto della Turchia, domani potrebbero trovarsi a combattere i Curdi siriani e la Siria al fianco di Erdogan.

A questo punto, gli scenari possibili sono cinque.

Il primo scenario è quello che tutti si auspicano, ossia che Erdogan sospenda ogni azione bellica nei confronti del Curdi siriani senza avanzare richieste; questa ipotesi è però difficilmente realizzabile, in quanto la Turchia non vuole più i profughi siriani.

Il secondo scenario, anche questo auspicabile, prevede che i Curdi siriani depongano le armi e accettino di spostarsi altrove per fare spazio nella loro zona ai profughi siriani; anche questo scenario è improbabile in quanto i curdi siriani stanno lottando da anni per ottenere un territorio.

Il terzo scenario è quello di cui ho già parlato sopra, ossia quello in cui la l’alleanza NATO combatta i curdi siriani e la Siria; questo atto potrebbe avere conseguenze pericolosissime perché un attacco della NATO alla Siria potrebbe scatenare la reazione di Putin, storico alleato di Assad.

Il quarto scenario prevede l’espulsione della Turchia dalla NATO, con l’inevitabile reazione di Erdogan, che cercherebbe subito nuovi alleati per vendicarsi.

Il quinto scenario è quello che, ancora una volta, metterebbe in ginocchio la UE; infatti la UE dovrebbe accettare tre milioni e mezzo di profughi siriani in Europa, con conseguenze che è meglio non ipotizzare.

Questo è lo status quo di questa assurda guerra che, comunque vada a finire, sicuramente non avrà vincitori, ma solo sconfitti.

In mezzo a questa assurda situazione l’ONU, ovviamente, tace, dimostrando ancora una volta la sua inutilità”.

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